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I risultati delle elezioni legislative in Svezia danno spunti all’estrema destra francese

I risultati delle elezioni legislative in Svezia danno spunti all'estrema destra francese


MAJA SUSLIN / AFP

MAJA SUSLIN / AFP

Il conteggio delle elezioni legislative in Svezia domenica 11 settembre (illustrazione)

POLITICA – La sindrome di Stoccolma. Dopo l’annuncio, domenica 11 settembre, dei risultati legislativi in ​​Svezia, che hanno messo alle porte del potere l’estrema destra del Partito Democratico svedese di Jimmie Akesson, l’estrema destra francese, dal National Rally to Reconquest!, la vede come una segno incoraggiante per eventi futuri.

« Congratulazioni al partito patriottico dei Democratici di Svezia che ottiene una vera svolta nelle elezioni generali. In tutta Europa, le persone aspirano a riprendere in mano il proprio destino! », ha twittato Marine Le Pen, riferendosi implicitamente a quanto sta accadendo dalla parte dell’Italia, dove la candidata di estrema destra Giorgia Meloni, è favorita per la vittoria il 25 settembre.

Stessa lettura da parte dell’eurodeputata RN Dominique Bilde che, in il suo messaggio di congratulazionipresenta una bandiera italiana accanto a quella della Svezia.

« Congratulazioni a Jimmie Akesson e ai Democratici svedesi per il loro punteggio storico stasera alle elezioni generali. Buone notizie ovviamente per la Svezia, ma anche per la difesa della nostra comune civiltà europea”, salì da parte sua, Marion Maréchal, ora vicepresidente esecutivo di Reconquête!.

Entusiasmo condiviso, punteggi elettorali a sostegno, dal suo compagno Nicolas Bay, anche vicepresidente esecutivo del partito fondato da Éric Zemmour.

Anti-Europa e anti-immigrazione

Va detto che la traiettoria di Jimmie Akesson ha qualcosa da ispirare sia ai lepenisti che agli zemmouristi. L’uomo di 43 anni ha portato il suo partito, erede dell’organizzazione razzista Bevara Sverige Svenskt (BSS), da paria della politica svedese a partito percepito come rispettabile.

In termini di idee, Jimmie Akesson ha davvero qualcosa per sedurre le sue controparti francesi. Uccisore dell’Unione Europea (un tempo era come Marine Le Pen, sostenitrice dell’uscita dall’Ue) e portatore di una politica anti-immigrazione, Jimmie Akesson è anche molto offensivo sul tema dell’insicurezza come su quello dell’Islam.

Esempio con questa uscita del 2009, quando riteneva che i musulmani costituissero il “la più grande minaccia straniera dalla seconda guerra mondiale”.

Modello di demonizzazione

L’uomo con gli occhiali squadrati e la barba perfettamente curata è noto anche per aver intrapreso un vasto processo di demonizzazione. Prima escludendo dal suo partito i neonazisti e altri leader apertamente razzisti, poi giocando la normale carta svedese.

Un processo di banalizzazione che è passato anche attraverso un cambio di logo: una torcia sostituita da un fiore.

Abbastanza per rafforzare Marine Le Pen – che ha già fatto cambiare nome al Fronte Nazionale – nella sua strategia di “normalizzazione”, e per mantenere viva la speranza di replicare questo successo in Francia.

Secondo i risultati disponibili lunedì mattina, i Democratici di Svezia hanno ottenuto il 20,7% dei voti, diventando così il principale partito di destra del Paese.

Un punteggio che pone il partito nazionalista nelle condizioni di poter chiedere (senza necessariamente ottenerlo) un posto nel futuro del governo. Secondo le autorità svedesi, i risultati finali saranno resi noti entro mercoledì.

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