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Una pista ciclabile collegherà il centro di Fréjus alla Base Naturale

Una pista ciclabile collegherà il centro di Fréjus alla Base Naturale


Attualmente la città romana dispone di 37,8 km di piste ciclabili su tutto il suo territorio. Tra qualche mese bisognerà aggiungere 900 metri in più a questa cifra. Nei prossimi giorni, infatti, dovrebbe partire un progetto su larga scala. Si tratta della realizzazione di una pista ciclabile che deve collegare il centro cittadino alla Base Naturalistica. Il suo sviluppo avverrà in tre fasi.

Il primo sarà consegnato all’inizio di novembre. Per due mesi i lavori si concentreranno sui 300 metri di lunghezza di Boulevard Severin Decuers (l’asse dipartimentale nord-sud detto anche D98B che collega la rotonda di Les Moulins a quella di McDonald’s). Su questo viale le corsie riservate al traffico automobilistico saranno ridotte da tre a due.

I lavori della seconda fase inizieranno a novembre e saranno ubicati in Avenue de l’Argens (un asse est-ovest abbastanza trafficato). Anche qui saranno allestiti 300 metri per il ciclismo.

Per quanto riguarda la terza ed ultima fase, non abbiamo ancora una data precisa per l’inizio dei lavori. Ma sappiamo già che sarà allestito in rue des Campanettes, l’asse che collega avenue de l’Argens alla Nature Base. “E’ attualmente in corso un’operazione promozionale in loco, spiega Stéphane Vaillant, capo dell’ufficio studi presso i servizi tecnici del comune di Fréjus. Lasceremo che il guscio di questo progetto finisca. Questo dovrebbe essere terminato per la prima metà del 2023. Poi avremo un mese e mezzo di costruzione per consegnare la pista ciclabile”. Alla fine, dalla Base Naturale, i ciclisti potranno proseguire fino a Saint-Aygulf o prendere la futura pista ciclabile che verrà realizzata nell’ambito della riqualificazione del litorale di Fréjus e Saint-Raphaël (progetto denominato: Promenade des Bains).

Piede per terra

In termini di sviluppo di piste ciclabili, agli enti locali vengono offerte diverse possibilità, a seconda dei loro vincoli. Nel caso di questo nuovo asse, la scelta mantenuta è quella della pista ciclabile bidirezionale e sicura, su un lato della carreggiata. Sul boulevard Decuers, sarà situato sul lato est della strada. Sull’avenue de l’Argens, sarà sul lato sud. Infine, in rue des Campanettes, sarà a ovest della carreggiata.

Ciò significa che in alcuni punti i ciclisti dovranno attraversare la strada attraversamenti sicuri larghi 1,5 metri che verranno realizzati parallelamente agli attraversamenti pedonali esistenti. “Il regolamento indica che il ciclista deve mettere il piede lì sotto, proprio come un pedone”precisa Charles Marchand, vicesindaco incaricato dei lavori e della vita dei rioni. “Tuttavia, avrà la priorità sulle auto”, aggiunge Stéphane Vaillant. Il costo totale del progetto è di 500.000 euro.

“Collegare tutti i quartieri”

Per Charles Marchand, l’obiettivo perseguito dal comune non è cambiato dall’inizio del primo mandato del sindaco David Rachline: “L’idea è quella di collegare tutti i quartieri in modo da dare agli abitanti la possibilità di svolgere i propri spostamenti quotidiani in bicicletta, che si tratti di andare al lavoro o di portare i propri figli a scuola. Nel 2022 l’Agglomerato ha rilevato la competenza della mobilità dolce convalidando la maggior parte delle nostre osservazioni dell’epoca. Ogni anno, oltre a progetti come quello di questa pista ciclabile, il nostro comune dedica tra 350.000 e 450.000 euro allo sviluppo del trasporto in bicicletta”.

Progetti realizzati in consultazione con le associazioni di utenti? Non proprio. “L’esperienza ci ha mostrato che questi gruppi sono spesso basati su club di ciclismo che hanno considerazioni sportive oltre che esigenze diverse da quelle degli utenti quotidiani, analizza il prescelto. Per sviluppare i nostri percorsi, ci affidiamo piuttosto alle richieste dei cittadini, che ci sono state inviate dai comitati di quartiere”. Una riflessione che sfocia in un’altra, a capo dell’ufficio design.

“A volte riceviamo lettere di pedoni che non capiscono perché, davanti alla loro casa, si trovano con una pista ciclabile dove prima c’era un marciapiede, dice Stéphane Vaillant. Mi sembra importante ricordare l’esistenza della volontà di promuovere modalità di trasporto morbide al fine di ridurre l’inquinamento legato ai veicoli a motore. Sfortunatamente, abbiamo corsie di una certa larghezza e non possiamo sempre fare acquisizioni di terreni per ampliarle. Lo sviluppo delle piste ciclabili è quindi necessariamente fatto a scapito di un marciapiede, di una corsia di parcheggio o di parte della carreggiata. Ognuno dovrà adattarsi modificando un po’ il proprio comportamento per convivere con altre modalità di viaggio.

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