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le derive del mercato!

le derive del mercato!


Cosa c’è dopo questo annuncio

Chi dice calciomercato, dice anche strategie, plusvalenze o anche libri contabili, per di più in mezzo all’incertezza economica! In quanto tali, come non citare questi “falsi scambi” realizzati tra club e volti, in particolare, a migliorarne i risultati finanziari? Nel giugno 2020 Juventus e Barça hanno così concluso un’operazione mandando Miralem Pjanic (32 anni) dal Piemonte in Catalogna e Arthur Melo (25 anni) in direzione opposta. Tale operazione, scambiata solo in nome, consisteva in realtà nella conclusione di due cessioni separate ma strettamente correlate. Da una parte il bosniaco ha quindi firmato con i Culés per circa 60 milioni di euro, dall’altra il brasiliano ha firmato con i torinesi per 72 M€!

Commissioni di trasferimento confuse!

Abbiamo preso un giocatore che seguiamo da anni e che è più giovane di Miralem. E poi, abbiamo gestito un’operazione finanziaria superba., ha poi accolto Fabio Paratici, ex direttore sportivo del club torinese. Somme che suscitano, però, la curiosità di molti osservatori. Potrebbe Arthur, in sostituzione del Barça, valere davvero 72 milioni di euro due anni dopo essere stato pagato 31 milioni di euro? E come si spiega questa cifra astronomica di 60 milioni di euro per un Pjanic invecchiato, allora, 30 anni e uscito da una stagione più che media? Allertata sull’argomento, anche la giustizia italiana è direttamente coinvolta anche se la Vecchia Signora, e altri 10 club italiani con pratiche simili, sono stati poi assolti in primo grado e in appello. Torna su questi “scambi” che portano ad alcune plusvalenze sospette.

Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, l’ammortamento delle indennità di cessione consente di ripartire il costo dell’investimento effettuato sulla durata del contratto del neoassunto giocatore. Pertanto, quando il Barça acquisterà Pjanic dalla Juve, la quota di trasferimento di 60 milioni di euro pagata per il bosniaco – che firmerà un contratto fino a giugno 2024 – potrà essere ammortizzata in 4 anni, a prescindere da quando verrà corrisposta alla Juve. Stesso discorso per Arthur, che firma, all’epoca, un contratto fino a giugno 2025.

Al di là della qualità dei due attori, gli importi, relativamente slegati dalla realtà del mercato dell’epoca, mettono in discussione e sollevano la questione di un’operazione del genere. Da questo punto di vista, se le somme erogate sono, sulla carta, molto alte, poco denaro entra o esce, in realtà, dalle casse. L’effetto sui conti è invece spettacolare, grazie alla nozione di valore aggiunto… E anche qui la spiegazione è la contabilità. Infatti, durante un’operazione, per la società acquirente, il costo dell’investimento viene ammortizzato e ripartito sulla durata del contratto, mentre per la società venditrice, la plusvalenza in cessione (il prezzo di cessione meno il valore residuo del contratto) viene immediatamente contabilizzato. In altre parole, da un punto di vista contabile, l’acquirente distribuisce il costo su più anni mentre il venditore registra il guadagno immediatamente.

Plusvalenze sospette

Prendiamo quindi l’esempio del caso Arthur-Pjanic per evidenziare i meccanismi sopra menzionati.

  • Per il Barça, nel 2019-2020, il costo di Pjanic è stato di 15 milioni (60 milioni di compenso / 4 anni di contratto) mentre il ricavo ottenuto per Arthur è stato di 72 milioni, il VNC (valore netto contabile) del giocatore (sconosciuto).
  • Per la Juve, nel 2019-2020, il costo di Arthur è stato di 14,4 milioni (72 milioni di indennità / 5 anni) e il fatturato è stato di 45 milioni (60 milioni di indennità – 15 milioni di VNC all’epoca).

In sintesi, “scambiando” i propri giocatori sotto forma di due trasferimenti, la dirigenza di Torino e Barcellona hanno così generato entrate significative nella stagione 2019-2020, ripartindone i costi su più stagioni, consentendo loro, tra l’altro, di entrare in le unghie del fair play finanziario. Inoltre, non servivano nemmeno molti soldi in quanto il risarcimento è stato parzialmente annullato e solo 12 milioni di euro (72-60) sarebbero stati pagati dalla Juve al Barça. Un “falso scambio” quindi che consente ai due leader europei di aumentare i propri ricavi per la stagione 2019-2020. Un trucco contabile che presenta, nonostante tutto, il rischio di una corsa a capofitto visto che i restanti costi dovranno essere integrati per i prossimi 4 anni per Arthur e per i prossimi 3 anni per Pjanic.

Un pericolo immediato per il calcio?

Questo tipo di manovra potrebbe quindi causare almeno due problemi importanti: l’inflazione delle quote di trasferimento e la potenziale sopravvalutazione del patrimonio del club. Infatti, se Juve e Barca scambiano Pjanic e Arthur per 60 e 72 milioni di euro quando i loro valori di mercato sembravano notevolmente inferiori, perché non potrebbero venderli di più e aumentare ancora di più i loro ricavi? Probabilmente perché i due club vogliono restare prudenti ed evitare in parte la corsa a capofitto di cui abbiamo parlato. Tuttavia, se questo tipo di pratica non potesse essere sanzionato, comporterebbe sicuramente un aumento fittizio (decorato dal valore economico dei calciatori) del compenso di cessione. Inoltre, le quote di trasferimento versate sono iscritte nel patrimonio dei club, ovvero rappresentano parte delle risorse a disposizione del club per alimentare la propria attività economica.

In generale, un’azienda con un grande patrimonio ha molte risorse ed è quindi valutata meglio. Tuttavia, l’asset dovrebbe rappresentare oggettivamente la situazione del club e non dovrebbe essere in grado di essere sensibile a tali piroette contabili. Tutto questo senza citare lo squilibrio creatosi tra i club che utilizzano queste pratiche e gli altri. Transazioni basate su una certa forma di compiacimento tra le due squadre interessate che potrebbe poi sfociare in una vera e propria bolla inflazionistica. E per una buona ragione, queste operazioni di compravendita effettuate senza contanti nei registratori di cassa non devono farci dimenticare che lo stipendio si paga in denaro e non attraverso vari aggiustamenti contabili. Con questo sistema, legale sul piano giudiziario, si è quindi molto tentati di sopravvalutare un giocatore per iscrivere la somma più grande possibile sul bilancio finanziario.

Una deriva sistemica?

In quanto tale, ci sono molti esempi sulla falsariga di quello esposto con Pjanic e Arthur. Nel 2018 Stefano Sturaro (29), centrocampista della Juve, è stato ceduto in prestito allo Sporting. Infortunato rapidamente, verrà finalmente rimpatriato in Piemonte prima di essere trasferito per 16,5 milioni di euro al Genoa! Il trasferimento più costoso della storia rossoblù e una plusvalenza di 12,9 milioni sul bilancio del club torinese… E che dire di Emil Audero, partito alla Samp per 20 milioni di euro (plusvalenza di 19,9 milioni) o di Alberto Cerri, ceduto al Cagliari per 9 milioni di euro (plusvalenza di 8,9 milioni). Con questi tre giocatori i bianconeri hanno così aggiunto quasi 42,7 milioni al proprio bilancio economico per la stagione 2018/2019. Specialista, la Juventus ha registrato in bilancio anche mezzo miliardo di euro di plusvalenze nelle ultime cinque stagioni, di cui oltre 150 M€ per il 2019-2020 specifica il sito specializzato Calcio e Finanza.

E gli altri club italiani non sono da meno. Con questo in mente, l’Inter si è affrettata a vendere Andrea Pinamonti (23) al Genoa nel settembre 2020. Importo della transazione? 18 milioni di euro! Tutto per un attaccante uscito da un prestito deludente al Frosinone… E per i nerazzurri la lista non finisce qui. Federico Valietti (6 milioni, al Genoa), Zinho Vanheusden (12 milioni, allo Standard), Ionut Radu (8 milioni, al Genoa) o anche Davide Bettela (7 milioni, all’Atalanta), l’Inter non si è fermata, in questi mesi, di realizzare importanti plusvalenze tramite Primavera. Stessa storia al fianco della Roma dove Davide Frattesi, Ricardo Marchizza, Marco Tumminello, ma anche Luca Mazzitelli hanno, in totale, portato 18 milioni di euro alla formazione romana. Una pratica ampiamente osservata in Italia, ma che tende ad essere esportata. In questo senso sono coinvolti anche alcuni club francesi.

Nel gennaio 2021, OM ha concluso un accordo di interrogatorio con la Vecchia Signora. Mentre Marley Aké andava dall’altra parte delle Alpi per 8 milioni di euro, Franco Tongya, oggi all’Odense Boldklub, faceva il contrario per la stessa cifra. E che dire del LOSC con il trasferimento di Victor Osimhen al Napoli per 72 M€ durante il mercato estivo 2020. Conoscevamo l’affare complesso, ma sono soprattutto i quattro giocatori napoletani ingaggiati “in cambio” dai Mastini ad avere qualcosa da fare sfida. Orestis Karnezis, 35 anni all’epoca dei fatti, ha recuperato a un anno dalla scadenza del contratto contro 5,1 M€! Claudio Manzi (21), ingaggiato dal LOSC a Napoli per 4 milioni di euro, ha subito ceduto in prestito al Fermana in Serie C, prima di partire gratuitamente la scorsa estate. Luigi Liguori (23) ha anche fatto la trasferta tra Napoli e Lille nel 2020 per 4 milioni di euro, poi è stato anche ceduto in prestito a Fermana e Lecco in Serie C. Ha finalmente lasciato i Dogues liberi, nel luglio 2021, per passare all’Afragolese in Serie D. .. Infine, l’ultimo caso e sicuramente il più eloquente. Ciro Palmieri (21) che gioca anche in serie D, al Nocerina dove è arrivato libero lo scorso agosto. Tuttavia, il Lille lo aveva reclutato per 7 milioni di euro un anno prima prima di prestarlo al Fermana.

Quali soluzioni?

In un momento in cui diverse formazioni stanno quindi cercando di correggere i propri bilanci con “fittizie plusvalenze”, le autorità stanno cercando di reagire. Nel 2018 il Chievo Verona era stato multato e ritirato punti dopo una moltitudine di operazioni ritenute fittizie con il Cesena, che gli avevano permesso di far pareggiare i conti e di potersi iscrivere al campionato. Nel novembre 2021 la brigata finanziaria italiana stava ancora indagando su 11 club italiani e 59 dei loro dirigenti, accusati di aver gonfiato l’indennità di trasferimento per aumentare le loro plusvalenze e rinviati in tribunale. Oltre allo scambio Pjanic-Arthur, sarebbero state esaminate in questo modo altre 62 transazioni.

Tuttavia, tutti i club e i loro dirigenti, per mancanza di prove sufficienti, sono stati assolti il ​​15 aprile 2022, con conferma in appello il 17 maggio 2022. Incapace di provare che una quota di trasferimento fosse stata sopravvalutata, la giustizia ha purtroppo ritenuto che non esisteva ancora un metodo affidabile per oggettivare le commissioni di trasferimento. “Il metodo di valutazione adottato dalla Procura federale [pour justifier la surévaluation des joueurs] può essere considerato “un” metodo di valutazione, ma non “il” metodo di valutazione. (…) L’inesistenza del metodo di valutazione del valore (…) può legittimare il riconoscimento di diritti per qualsiasi importo”ha inoltre precisato le motivazioni del giudice.

Di fronte all’impasse legale, la soluzione per la federazione consisterebbe quindi in una più forte regolamentazione dei trasferimenti per evitare che simili pratiche si ripetano in futuro. La giustizia italiana indica anche tre ambiti di regolamentazione: sulla definizione del valore e del prezzo dei cambi, sul trattamento delle plusvalenze e sulla valutazione del compenso di cessione dopo il primo anno. Tante linee di lavoro per la federazione italiana, ma più in generale per gli organi regolatori del calcio. Lo scorso febbraio, la Gazzetta dello Sport ha rivelato, in questo senso, che la UEFA, infastidita da questi giochi di prestigio a livello contabile, ha tenuto d’occhio queste transazioni. “La grande domanda su commissioni di trasferimento e accordi finanziari è se dovremmo avere un calcolo matematico del valore del contratto di un giocatore o se debba essere lasciato alla discrezione di club, agenti, intermediari o chiunque altro”.si è chiesto Gianni Infantino, presidente dell’ente dal 2016, durante un convegno dal titolo “Commento al Regolamento sullo Status e Trasferimento dei Calciatori”.

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