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Tudor, lance in avanti / C1 / Gr. D / Tottenham-OM (2-0) / SOFOOT.com

Tudor, lance in avanti / C1 / Gr. D / Tottenham-OM (2-0) / SOFOOT.com


Tornato in Champions League per la prima volta in due anni, l’OM ha spinto a lungo il Tottenham alle corde mercoledì sera, grazie al piano molto audace di Igor Tudor, che aveva annunciato che sarebbe venuto a Londra per assumere i suoi principi . Problema: dopo meno di due minuti nella ripresa, il croato ha visto Chancel Mbemba ed Éric Bailly aprire una porticina al duo Kane-Son. Tutto poi è cambiato per i marsigliesi che non dovranno buttare via tutto da questa prima trasferta europea della stagione.

A inizio luglio, quando i tifosi dell’OM si divertivano a girare il più piccolo centimetro quadrato alla ricerca di tutti gli indizi possibili sull’uomo chiamato a sostituire Jorge Sampaoli, partito dopo due brevi giornate di preparazione estiva, avevamo letto l’Hellas Verona il giocatore, Adrien Tameze, 28 anni, fa le presentazioni Il gruppo : “E’ uno che ha un’energia pazzesca e che sa trasmetterla. Ha anche questa voglia di essere sempre in progresso, per i suoi giocatori come per se stesso, perché ha tante ambizioni. Chiede di non avere rimpianti, di dare il massimo e di divertirsi. (…) Il suo calcio è offensivo, perché quando l’avversario ha palla, siamo già davanti, altissimi, a recuperarla e non aspettiamo un errore per poter attaccare. » Poi abbiamo visto l’uomo in questione, Igor Tudor, precipitare in città e guardato di traverso dopo una preparazione traballante. Soprattutto lo abbiamo visto restare dritto negli stivali e nelle sue idee. Il resto è risaputo: il suo OM è partito in maniera perfetta dal punto di vista contabile (16 punti raschiati su 18 possibili) e continua ad affinare progressivamente i contorni di un nuovo calcio vivace, verticale ed energico, che sa anche come essere efficaci in difesa (tre piccoli gol subiti in Ligue 1, meno di tre tiri in porta subiti in media a partita da inizio stagione, seconda squadra in campionato che gestisce più pressioni a partita). “Quello in cui ho sempre creduto è la fatica, il sudoreha giustificato di recente il croato. Le squadre senza ritmo e intensità tendono a scomparire. Chi fa un gioco verticale con più intensità e più pressione ottiene risultati migliori. » La prima trasferta in C1 della carriera da allenatore del colosso dello Spalato, che trovò per l’occasione il Tottenham del vecchio amico Antonio Conte, di cui ha sempre ammirato la capacità di trasmettere energia, doveva essere la nuova prova del fondato il suo approccio. E per poco più di 45 minuti, non siamo rimasti delusi.

Controllo della palla, controllo dello spazio

Non siamo rimasti delusi perché, mercoledì sera, OM ha corso a lungo sull’erba del Tottenham Hotspur Stadium come sperava la loro guida. O senza mai lasciarsi entrare nella pelle del semplice visitatore, ma tirando fuori le lance e spingendo speroni che furono subito presi per la gola dalla pressione su tutti i terreni dei marsigliesi. Nel primo atto l’OM ha vinto la battaglia per il controllo di palla – 58% di possesso nel periodo – e gli spazi, senza però riuscire a impensierire davvero Hugo Lloris, che ha dovuto tirare solo le ali su un petardo bagnato prima dell’intervallo da Matteo Guendouzi. La ricetta del 3-4-2-1 per gli olimpionici, privati ​​di elementi veramente destabilizzanti per le fasi con il pallone (questa partita, giocata con Alexis Sánchez, avrebbe potuto avere un aspetto diverso), era tanto semplice quanto efficace : pressing alto, chiudere le soluzioni corte per costringere Hugo Lloris ad allungare, densificare il più possibile a lato palla e, soprattutto, impedire al trio Son-Kane-Richarlison di intralciare il gioco.


Schema dell’animazione senza palla dell’OM, ​​mercoledì sera, con Gerson e Guendouzi incaricati di accompagnare Luis Suárez nel pressing del trio difensivo di Tottenham, Mbemba-Bailly-Gigot ad uscire su Son-Kane-Richarlison, Clauss e Tavares per far arretrare i pistoni di speroni e Veretout-Rongier a controllare il cuore della macchina di Conte.


Una sequenza simbolica dell’audacia dei centrali marsigliesi: qui, Bailly uscirà per seguire Kane a bordo campo e vincerà un primo duello…


…Pochi secondi dopo, Richarlison viene cercato a sua volta, ma Gigot gli impedirà perfettamente di voltarsi…


Quindi, Mbemba, supportato da Rongier, verrà a rinchiudere Son. Dietro, OM potrà iniziare una nuova fase di possesso.


Altro simbolo: su questa sequenza, dopo una palla persa dall’OM, ​​il Tottenham prova a ripartire, ma Rongier uscirà subito per contropressare e recuperare palla.

A lungo molto disciplinato, in particolare grazie a Bailly, Mbemba, Veretout, Rongier e Guendouzi, OM poi non ha subito quasi nulla, ad eccezione di un tiro eccessivamente crossato di Emerson dopo un primo duello perso da Gigot, infine preferito a Kolašinac, davanti a Richarlison e qualche controtiro. Tuttavia, e questo è spesso il caso del pressing fuoristrada, il primo periodo ha mostrato in alcune sequenze che il minimo duello perso poteva portare a uno schiaffo diretto. Così, al di là della prima occasione per Emerson, Kane aveva una seconda ripresa a cinque minuti dall’intervallo (40e), molto più schietto dopo uno spazio di lancio lasciato da Gerson a Lenglet e un nuovo duello perso da Gigot.


Dopo un rilancio in mano di Lloris, Lenglet sarà lasciato libero di progredire, in particolare per via del posizionamento di Gerson, e potrà cercare Richarlison nel cerchio centrale…


…il brasiliano poi andrà in giro per Gigot, troverà il suo…


… chi temporeggerà, lascia che Kane si faccia da parte dietro la spalla di Bailly…


… e servilo prima di un tiro troppo incrociato.

“Due centri hanno deciso le sorti della partita”

Al ritorno dagli spogliatoi, quando abbiamo potuto mettere in discussione la capacità dei loro elementi di adottare un simile approccio, OM non ha riposto le armi, ma una sequenza simile a quella vista alla fine del primo periodo è arrivata a cambiare il destino dell’incontro: primo duello perso da Gigot davanti a Richarlison, che riesce poi a trovare Højbjerg pieno asse per poi toccare Son, Mbemba troppo lontano dal nazionale sudcoreano, Kane espulso da Bailly per innescare e, nel finale, rosso da Mbemba per un placcaggio in ritardo su Son. “Conoscevamo molto bene i punti di forza di OMha spiegato dopo Conte. Ho detto ai miei giocatori di stare attenti perché bisogna essere pazienti, aspettarsi duelli ovunque, vincerli. Quando giochi contro una squadra come OM, se vinci duelli, liberi molto spazio. Il primo tempo, non l’abbiamo fatto. »


Con le spalle al gioco vicino al cerchio centrale, Son viene lasciato troppo libero da Mbemba…

… può quindi appoggiarsi a Kane, che può approfittare del cattivo orientamento di Bailly, prima di attivare la sua chiamata…


… Kane ha un vantaggio e può lanciare Son. Troppo tardi per Mbemba, che arriverà e commetterà un errore che cambierà tutto.

Dopo l’incontro, Igor Tudor, che ha riscritto la sua animazione nel 5-3-1 lasciando Gerson a portare Balerdi, dal canto suo, è stato semplice nella sua analisi: “Stasera è un mix di emozioni perché penso che abbiamo fatto una bella partita. Nel primo tempo li abbiamo dominati. Siamo arrivati ​​con personalità, carattere, come abbiamo fatto dall’inizio della stagione. Non è facile venire qui, a dominare il primo periodo come abbiamo fatto noi. Dopo il cartellino rosso, è stato più complicato e due centri hanno deciso le sorti della partita. » Due cross in cui Richarlison e Kane si sono divertiti a entrare nella testa di Samuel Gigot per creare uno spazio in chiusura per l’attaccante brasiliano. Il primo gol subito dall’OM, ​​dopo venti minuti trascorsi curvo senza tremare nonostante l’ingresso elettrico di Dejan Kuluveski sulla destra, rimarrà un grande simbolo dell’ingenuità dell’ex difensore dello Spartak, ma anche dell’eccezionale scienza del i movimenti in superficie del trio offensivo del Tottenham.


Inizio dell’1-0 con chiamata di Davies che, dopo aver spostato Perišić, arriverà a portare con sé Veretout e ad aprire spazio al pistone croato. In questo momento, Richarlison è controllato da Bailly, Son è tra Rongier e Balerdi e Kane è dietro Gigot…


…Due secondi dopo, Rongier non si è mosso, Son è scivolato dietro la schiena di Balerdi, mentre Kane è davanti a Gigot, a preparare uno schermo…


… entrando in contatto con Bailly e attirando Gigot, Kane monopolizza l’attenzione di due marsigliesi centrali. Richarlison è scomparso…


… e riapparirà, da solo, a sei metri per aprire le marcature.

Punito da due disattenzione e frustrato dal rosso ricevuto che ha ribaltato le dinamiche dell’incontro, l’OM potrebbe anche pentirsi di non essere stato abbastanza piccante durante un primo periodo che i marsigliesi avevano in mano contro un Tottenham debole. Lo spiega il profilo dei giocatori schierati da Tudor, Gerson che è rimasto abbastanza neutrale su molte sequenze (dov’erano i suoi richiami taglienti dell’Abbé-Deschamps?) e resterà l’amarezza di non aver visto la partita restare alle undici contro undici con l’entrata in gioco di Dimitri Payet, anche se Tudor ha visto i suoi uomini avvicinarsi allo 0-1 su un’occasione di Harit. Ecco, nonostante tutto, il tecnico croato con una solida base di lavoro, la conferma che la sua squadra può essere a livello nell’intensità di una partita di Champions League e che alcuni elementi (Gigot, Tavares) dovranno alzarsi di livello. , ma anche, già d’obbligo, il successo, martedì prossimo, contro un Francoforte schiaffeggiato in prima serata dallo Sporting (0-3). Buone notizie: a quel punto l’OM avrà recuperato i peperoncini offensivi e sarà di nuovo undici.

Di Maxime Brigand

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