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per la giustizia, c’è stata una pianificazione, e su diversi

per la giustizia, c'è stata una pianificazione, e su diversi


L’attaccante 35enne e la sua fidanzata 23enne sono stati accusati del tentato omicidio del vicepresidente argentino, “previa pianificazione e accordo tra i due”.

Per la giustizia argentina c’è stata premeditazione, e parecchi, del fallito attentato contro la vicepresidente Cristina Kirchner: il giudice incaricato delle indagini ha formalmente trattenuto un “progettazione e previo accordo” contro l’aggressore e il suo compagno, gli unici detenuti in questa fase. Aggressore di 35 anni e donna di 23 anni sono accusati di tentato omicidio di Cristina Kirchner “previa pianificazione e accordo tra di loro”, secondo l’accusa, citata integralmente da diversi media argentini, tra cui l’agenzia ufficiale Telam. L’accusa è ancora provvisoria in questa fase dell’istruttoria, per un periodo di dieci giorni lavorativi, ma attesta la crescente convinzione dell’inchiesta che l’attacco fosse preparato.

Fernando André Sabag Montiel, 35 anni, è stato arrestato giovedì sera sul luogo dell’aggressione, quando aveva appena puntato una pistola a circa un metro dalla testa di Cristina Kirchner, in mezzo a una folla di simpatizzanti a cui si stava mescolando fuori di lei casa. Per qualche ragione non ancora ufficialmente confermata, il colpo non ha sparato, sebbene l’arma – una pistola Bersa calibro 7,65 – fosse carica e funzionante, ma apparentemente senza proiettile incastrato nella camera.

Brenda Ulliarte, la sua giovane compagna, è stata arrestata domenica sera in una stazione ferroviaria di Buenos Aires. Nelle interviste televisive nelle 48 ore successive all’attacco, ha assicurato di non aver visto la sua amica per due giorni. L’analisi delle immagini della videosorveglianza ha poi mostrato che entrambi erano sul luogo dell’attacco la sera stessa, secondo fonti giudiziarie citate dai media. Brenda Uliarte “era presente nelle vicinanze di dove sono arrivati ​​insieme, ed è stato accertato che erano in possesso dell’arma sequestrata con relative munizioni da una data precedente, almeno dal 5 agosto”dice l’accusa.

I due imputati non hanno rilasciato dichiarazioni durante la loro comparizione davanti al giudice, limitandosi a dichiarare Sabag Montiel, secondo le stesse fonti: “Brenda non c’entra niente”. A una settimana dall’aggressione restano poco chiari le motivazioni e il profilo dell’aggressore di Cristina Kirchner, anche se gli inquirenti hanno progressivamente acquisito la certezza della premeditazione, la cui entità e numero dei partecipanti resta da stabilire. L’indagine interessa così un gruppo di cinque giovani, vicini alla coppia. Sono stati ascoltati dopo essersi presentati spontaneamente in seguito all’arresto di Brenda Ulliarte. I loro telefoni sono stati sequestrati e le loro conversazioni degli ultimi giorni analizzate.

Un “mitomane” o un “marginale”

Sabag Montiel, di nazionalità brasiliana, figlio di un argentino e di un cileno, aveva vissuto in Argentina fin dall’infanzia. Non conosceva un impiego recente ma, secondo la testimonianza, aveva lavorato come pilota di VTC. Nel 2021 è stato arrestato per aver portato un coltello da 35 cm. Secondo le foto sul suo account Instagram, aveva diversi tatuaggi, tra cui un sole nero e una croce simile alla croce di ferro, associati al simbolismo nazista. Ma finora non è stato trovato alcun segno di politicizzazione attiva. Testimonianze di vicini e di un amico adolescente lo hanno descritto come un personaggio piuttosto riservato, a “mitomane” o “marginale”, un po’ perso secondo questo amico. Secondo testimoni ultimamente si trovava in difficoltà economiche: due auto che gli appartenevano erano rimaste per mesi in un garage perché non poteva pagare le riparazioni, secondo il meccanico.

L’attacco alla signora Kirchner, 69 anni, figura di spicco della sinistra peronista e ancora influente nella politica argentina sette anni dopo aver lasciato la presidenza, ha suscitato proteste. Questi hanno riunito decine di migliaia di persone in un Paese in stato di shock, dove governo e opposizione si accusano a vicenda di aver creato un clima di “Abiti”. Un’altra conseguenza concreta è che mercoledì il governo ha sollevato parte del servizio di sicurezza del vicepresidente, considerando “che non avevano il livello previsto”secondo fonti ufficiali citate da Telam.

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