Rugby

Top 14. Il der di Romain Sazy (La Rochelle)? “Voglio divertirmi ed essere lasciato solo”

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La seconda fila Romain Sazy ha appena iniziato la sua tredicesima stagione alla Rochelle e non pensa ancora alla fine della sua carriera. (©Icona Sport)

punizione romana festeggerà il suo 36° compleanno il prossimo ottobre (14 ottobre, ndr). Con Uini Atonio e Levani Botia, la seconda linea rappresenta l’esperienza e l’anima di questo Stadio Rochelais che è stata costruita senza saltare tappe, arrivando nella Top 14 nel 2014 e vincendo la Coppa dei Campioni nel 2022. Per Sazy, questa è la linea più bella del suo record.

Ma il ragazzo di Montauban (Tarn-et-Garonne) non vede in questo titolo il compimento della sua grande carriera con i gialloneri (più di 300 partite giocate). “Stranamente, lo vedo più come un culmine del club e delle generazioni passate che come un risultato personale. Le due finali perse l’anno prima, era stata molto dura da affrontare. La mia voglia di vincere un titolo era eccessiva, ma pensavo soprattutto a questo club, a questi sforzi mostruosi per arrivarci. Questo trofeo appartiene a molte persone qui a La Rochelle”.

“Mi godrò quest’anno, questo è certo”

Sabato 3 settembre, sul prato di Marcel-Deflandre, il vecchio leone, infortunato di rado, era lì ad addomesticare il Montpellier, campione di Francia in carica (26-22). Lavault infortunato, Skelton squalificato, Sazy ha fatto il lavoro, come sempre. Per l’ultima stagione della sua carriera? Fine del contratto nel giugno 2023, il ragazzo è stato evasivo sull’argomento: “Non lo so affatto. Per il momento, mi sto solo godendo il momento presente”.

DaAi tempi del rugby, indica di non aver avuto discussioni su questo argomento con il suo personale. E sinceramente non ci vuole pensare, per il momento:

Cerco di essere il più efficiente possibile. Sicuramente è la mia tredicesima stagione qui, altri ci sono già stati, ma non mi preoccupo. Sono un giocatore di rugby, voglio divertirmi ed essere lasciato solo. Il futuro, vedremo dopo. Sono fortunato ad essere lì. Ho quasi 36 anni, alcuni sparano fino a tardi, altri si fermano a 22. Mi godrò quest’anno, questo è certo. E poi accadrà quello che accadrà…

punizione romanaSeconda linea dello Stade Rochelais

” Il mio corpo ? Sta anche andando molto bene…”

A quasi 36 anni, sostiene di aver incassato a pieno la preparazione fisica dell’estate, e non necessariamente l’ha trovata più dura del solito, lui che ha già dato molto a terra. “Le mie abitudini non sono cambiate, mi sono preparato in anticipo e va bene. Incassa l’allenamento senza preoccupazioni, va tutto bene.

La gioia del pubblico di La Rochelle, con i suoi giocatori, tra cui Romain Sazy qui.  La stampa irlandese crede
La gioia del pubblico di La Rochelle, con i suoi giocatori, tra cui anche Romain Sazy, dopo il titolo di campione d’Europa. (©Icona Sport)

I suoi test fisici erano buoni secondo lui, e se il gruppo si è ringiovanito con l’arrivo di Antoine Hastoy, Yoan Tanga, Thierry Païva o persino Quentin Lespiaucq, non è rimasto indietro di fronte alla giovinezza. Il suo corpo lo lascia anche solo, nonostante la sequenza delle stagioni. “Sta andando molto bene! Non mi ha mandato cattivi segnali. Insomma, va tutto bene”.

Qual è la ricetta di Romain Sazy per mantenersi in tale forma? “Rimani umile”, dice subito. Prima di continuare: “Capendo quanto siamo fortunati a vivere di questa professione, abbiamo ancora la possibilità di praticare uno sport e guadagnarci da vivere, di trasmettere un’immagine e di vivere momenti eccezionali. È quello che cerchi quando sei un giocatore di rugby. Sinceramente, non mi annoio. Il vantaggio qui a La Rochelle è che sono in un club che non si basa sui suoi risultati.

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“L’anno scorso non avevamo mai avuto uno spogliatoio così affiatato”

È vero che questo club di La Rochelle è cresciuto poco a poco. E oggi sta raccogliendo i frutti con una forza lavoro in cui i legami sembrano molto forti. Sazy indica, “senza voler essere vecchio”: “Con Uini e Levani, al momento siamo noi i garanti dell’esperienza del club. Conoscevamo il Pro D2, e oggi cerchiamo solo di trasmettere e mantenere i valori che sono così cari a questo club. È importante essere un gruppo di bravi ragazzi, essere molto affiatati”.

Forte coesione, la chiave del successo di La Rochelle. “C’è il campo, ma c’è anche l’esterno. Per vincere ci vuole un gruppo affiatato, pronto a farsi male a vicenda per l’amico della porta accanto, ma anche uno spogliatoio molto forte. L’anno scorso era molto tempo che non avevamo uno spogliatoio così affiatato”, assicura Sazy, che vede con buon occhio l’arrivo di tanti rinforzi: “Avremmo tenuto lo stesso gruppo, forse avremmo riposato un po’. Lì, ci portano una vanga, energia extra, e questo è molto buono. Ora stiamo cercando di creare una grande coesione. E lo stato d’animo dei nuovi arrivati ​​è irreprensibile”.

Uini Atonio e Romain Sazy sono tra i tre giocatori di La Rochelle che hanno raggiunto la Top 14 e il primo titolo europeo nelle Marittime.
Uini Atonio e Romain Sazy sono tra i tre giocatori di La Rochelle che hanno raggiunto la Top 14 e il primo titolo europeo nelle Marittime. (©Icona Sport)

Ci rivediamo con i vincitori del 2014 e 2022

Sazy vuole ancora vivere una bella “storia di uomini”, come ne ha già conosciuti diversi con La Rochelle, prima di passare il testimone. Perché questo club ha qualcosa di speciale: “Quando il club è stato costituito nel 2014, abbiamo promesso con i ragazzi presenti di rivederci nel 2024. Lo faremo, questo è certo. Nel 2032 sono anche convinto che ci rivedremo tutti per il decimo anniversario della Coppa dei Campioni”.

E ottenere uno Scudo Brennus – che non ha mai sollevato – potrebbe ispirarlo a prendere una decisione e farla finita la prossima estate? “Non sono affatto in questa prospettiva”, risponde seccamente. Avremo capito: Romain Sazy vuole divertirsi, e non pensare alla fine…

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