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una petizione ufficiale si oppone alla loro “caccia spregevole”, mancano 30mila firme

una petizione ufficiale si oppone alla loro "caccia spregevole", mancano 30mila firme


L’Associazione per la Protezione degli Animali Selvatici (Aspa) ha depositato istanza ufficiale indirizzata al Senato. Il suo obiettivo: proteggere il tasso vietando la caccia sotterranea (scavare con pinze e cani), pratica considerata crudele.

Il tasso è uno degli animali che si possono cacciare secondo il modo di venere (scavando con una pinza e con un cane), un “caccia tradizionale” considerato dai suoi detrattori come crudele. Una petizione associativa indirizzata ufficialmente al Senato vuole vietare tale pratica; Mancano 30.000 firme.

Pubblicata il 30 marzo 2022, questa petizione ha una reale utilità. Se il livello di 100.000 firme viene raggiunto in meno di sei mesi (ossia prima del 30 settembre), il Senato si impegna ad approfondire la questione: l’ente ha il potere di proporre leggi, di avviare commissioni d’inchiesta o missioni conoscitive.

L’Associazione per la Protezione degli Animali Selvatici (Aspa) vuole farsi portavoce di questo pacifico mammifero, poco conosciuto, ma comunque “straordinario” (è anche l’animale totem Tassorosso in Harry Potter). Sempre più persone vogliono proteggerlo (è attualmente una specie cacciabile tranne, notevole eccezione, nel Basso Reno).

In Aube, Jacqueline Gillet ha un doppio ruolo: vicepresidente della locale League for the Protection of Birds (LPO) e referente Aspas per questo dipartimento. È quindi in due modi che racconta a France 3 Champagne-Ardenne quello che soffrono i tassi – e anche le volpi. “I cacciatori arrivano con cani, pale. Scavano nelle tane e vi gettano i cani.”


“I tassi vengono messi alle strette, vengono morsi. Se questo accade troppo presto, i giovani vengono uccisi. I cacciatori poi strappano i tassi dalle loro tane con le pinze, quindi li lanciano ai cani o li uccidono con i coltelli, o addirittura sparano loro”.

La caccia sotterranea si svolge dal 15 settembre al 15 gennaio, secondo la pagina Internet ad essa dedicata dalla Federazione Nazionale di Caccia; che spiega e giustifica questa pratica dove avrebbe la precedenza “un profondo rispetto per l’animale braccato”. Le prefetture possono prorogare a loro piacimento tale durata legale, in genere anticipandola all’inizio dell’estate: Aspas ha fatto richiesta ufficiale per contrastare tale proroga, ma il prefetto ha mandato al pascolo l’associazione (“parere sfavorevole”).

Ma a cosa serve? “Per niente”canta Jacqueline Gillet. “È sporco, spregevole, orribile, terribile. Riportiamo sempre la tradizione, ma il problema con questa tradizione è che in passato cacciavamo per mangiare. Ora andiamo a caccia del piacere: il piacere di uccidere, macellare tutto. Mentre il tasso non fa danni, non c’è dichiarazione [allant dans ce sens].” Se esistono danni (segnalati dall’Association française de vénerie, nei campi o sugli argini dei binari), sono evitabili per la SNCF.

D’altra parte, inseguire il tasso nella sua tana in questo modo provocherebbe altri danni insospettabili. “Distruggerà gli altri abitanti delle tane. In genere sono occupati anche da gatti selvatici, rigorosamente protetti, o pipistrelli: vi riposano, sono in pericolo di estinzione e sono rigorosamente protetti.”

Andiamo a caccia del piacere: il piacere di uccidere, di massacrare tutto.

Jacqueline Gillet, referente locale di Aspas/vicepresidente della LPO Champagne-Ardenne

Oltre al suo affascinante ruolo di ingegnere di specie (la sua tana è talvolta paragonata a un “HLM sotterraneo”), il tasso è noto per essere pulito e autoregolante. Da notare “che i tassi mangeranno i topi, queste specie che diffondono zecche che causano la malattia di Lyme. Non sono sovrappopolati. Sono anche spesso accusati di essere un vettore di tubercolosi bovina. Ma è il contrario “Sono le mucche che li trasmettono. Noi si è reso conto che uccidere i tassi non cambiava il problema. Anche i cinghiali e i cervi, che sono molto più presenti, sono colpiti, ma la colpa è dei tassi”.

In Europa, la Francia è una pessima studentessa. “Ci auguriamo che un giorno il tasso sia protetto come in tanti altri paesi: Italia, Spagna, Portogallo, [Îles Britanniques]Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Ungheria… Che non è più cacciato, come in Grecia o nel Basso Reno, dal 2004.” La situazione unica di questo dipartimento in Francia ha dato origine a una notizia tanto insolita quanto interessante: un’azienda agricola preferiva vivere con il tasso che danneggiava il suo grano piuttosto che cacciarlo (vedi posizione nella mappa sotto).

Il problema è che quando il tasso viene disturbato nella foresta scavandolo, scenderà in pianura, ed è lì che farà buchi e darà fastidio ai contadini. Le ruote dei trattori possono rimanere impigliate nei villaggi dei tassi e quindi si verificano rotture del materiale. Ma i contadini cominciano a capire che non ha senso massacrarli”. Il tasso essendo molto territoriale, tornerà sempre alla carica. Ucciso, sarà presto sostituito da un congenere. Tanto vale provare a svuotare il barile delle Danaides.

Aspas spera di vedere la petizione avere successo, nonostante “la lobby di caccia”. Per garantirne la validità e il rigore, il Senato condiziona la firma all’autenticazione tramite France Connect (l’identificativo che utilizzi per pagare le tasse online, ad esempio). Per riempire le firme mancanti prima del 30 settembre, l’LPO trasmetterà la chiamata durante il fine settimana del 3 e 4 settembre. Lo stesso farà l’associazione L214 a metà settembre: c’è un forte impegno associativo per difendere questi mustelidi tanto denigrati.

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