Le ambizioni, la forza lavoro, il futuro di Penaud… sette domande intorno alla stagione ASM


Un posto nelle fasi finali del campionato, oltre che in Coppa dei Campioni, sarà l’obiettivo minimo di un club che dovrà trovare la vetta del canestro.

Già lo scorso anno Jono Gibbes non nascondeva che l’ASM doveva avere sempre grandi ambizioni. Questo è ancora più vero oggi dopo una stagione deludente. Ricordiamo che il club dell’Alvernia non si è qualificato tra i primi 6 lo scorso giugno, solo per la seconda volta in quindici anni di Top 14.

Resta da vedere se Clermont ha i mezzi per le sue ambizioni. Sulla carta c’è materiale per interpretare i ruoli da protagonista, ma molte cose dipenderanno sicuramente dall’inizio della stagione. Il successo e la velocità dell’integrazione degli esordienti saranno anche fattori essenziali per il livello di prestazione nelle prime settimane di gara. Dovremo anche stare attenti al numero di infortuni in stagione…

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Al di là della partecipazione alle fasi finali, l’ASM può puntare più in alto, diventare un legittimo candidato al titolo di campione? Difficile dirlo finché questa “nuova” squadra non si è ancora espressa, né ha dichiarato la propria competitività.
Una cosa è certa, la competizione sarà dura con una decina di contendenti. I posti nei primi 6 saranno cari, dopo, su una dinamica di fasi finali…

La forza lavoro è più forte?

Undici partenze (o stop) per sette arrivi, la forza lavoro di Clermont è più compatta ma probabilmente più omogenea e qualitativa.

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Perdendo giocatori come Ravai, Falatea, Fofana (e anche più Lapandry), l’ASM ha principalmente eliminato dalla sua forza lavoro gli infortuni a lungo termine. Clément Lanen, Hanrahan, Pourailly non erano considerati dirigenti della squadra.

In questa stagione, lo sforzo di reclutamento si è concentrato sulle linee di fondo. L’arrivo di due primi (Belleau, Plisson), due centrali (Hériteau, Simone) e due esterni o terzini (Delguy, Newsome) ha già permesso di allargare la classifica e migliorare notevolmente il livello di allenamento. Troppo spesso, la scorsa stagione è stata segnata da sessioni in cui lo staff ha dovuto raschiare il fondo del cassetto.

Non possiamo prevedere la qualità del gioco di movimento e il livello generale dei tre quarti di Clermont in questa stagione, ma in termini di densità, l’ASM sembra più armato rispetto alla scorsa stagione.

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L’osservazione è più sfumata per quanto riguarda i fronti. Il reclutamento è stato minimo, solo Godener è venuto a gonfiare i ranghi.

Dopo l’abbandono del cardine storico (Parra, Lopez), lo slider delle prestazioni dipenderà anche dall’integrazione e dalle prestazioni dei nuovi attaccanti e dalla leadership che Bézy deve ora incarnare.

Un post è indebolito?

Anche se in primavera le assunzioni sono state un po’ più consistenti del previsto, potrebbe esserci una carenza di personale nelle posizioni di pilastro, soprattutto a destra.

Alla fine mancava solo una casella di spunta per consentire all’ASM di raggiungere i suoi obiettivi in ​​termini di reclutamento estivo. Riguarda il posto di pilastro destro, dove l’arrivo tanto atteso di Thomas Laclayat (24) non si è concretizzato.

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Questa giovane speranza di Oyonnax non ha ottenuto il via libera dal suo club per andare a Clermont. In assenza di un vero e proprio piano B, l’ASM ha optato per una soluzione di ripiego con un giovane georgiano di 20 anni, Giorgi Dzmanashvili.

A destra della sua prima linea, Jono Gibbes dovrà fare i conti principalmente con Cristian Ojovan e Rabah Slimani, incrociando le dita che nessuno dei due trascorre troppo tempo in infermeria.

Giorgi Beria può comunque dare una mano sulla destra, ma nelle sue prestazioni a fine stagione ha più il profilo per diventare un numero 1 sulla sinistra che un versatile sostituto. C’è anche la soluzione Valentin Simutoga, appena 19 anni, ma che sembra ancora lontano dall’avere le capacità per l’alto livello, soprattutto in mischia chiusa.

In caso di glitch, l’ASM avrà sempre la possibilità del giocatore aggiuntivo o del jolly.

Quale grande incertezza?

La squadra di Clermont ha sofferto la scorsa stagione per l’assenza di un giocatore in grado di portare palla e giocare in difesa. Loïc Godener ha il profilo per compensare questa mancanza.

I “grandi” portatori di palla di Clermont sono stati particolarmente evidenti la scorsa stagione per la loro assenza. Peni Ravai e Peceli Yato, i migliori in questa zona insieme a Fritz Lee, hanno trascorso più tempo in infermeria che in campo. Ciò è stato particolarmente vero per la terza linea delle Fiji, le cui condizioni generali delle ginocchia rimangono preoccupanti.

Ravai sospeso per troppo danno cervicale, un ritorno alla ribalta di Yato ancora incerto quindi, l’ASM dovrà affidarsi ancora una volta all’irremovibile Fritz Lee, che probabilmente dovrà essere risparmiato in un primo tempo dopo la parentesi estiva internazionale (con Samoa).

Nel frattempo, è l’unica recluta del branco, l’ex parigino Loïc Godener che dovrà sicuramente garantire in questo fondamentale settore. Dal suo fisico, sembra avere le capacità per andare avanti con la palla, ci aspettiamo che sia in grado di concatenare i compiti e le azioni offensive in una partita.

Pochi giocatori nel resto del gruppo ASM hanno questo profilo, tranne forse Miles Amatosero, il giovane australiano di seconda linea, con evidenti potenzialità atletiche. Ma è in prima linea che la forza lavoro del Clermont sembra soffrire un po’ per la mancanza di impatto, di giocatori potenti capaci di creare brecce nelle difese.

Quali sono i problemi fuori campo?

Dopo aver rinnovato gran parte delle sue linee di fondo, l’ASM dovrà gestire un grande progetto in questa stagione con ben undici attaccanti (su 19) a fine contratto nel 2023.

Come sarà il pacchetto di Clermont a settembre 2023, quando inizierà la prossima stagione di Coppa del Mondo? Giugno 2023 è una data illuminata da tempo all’ASM, segna la fine di un’era che l’ex presidente (Éric de Cromières) e l’ex boss sportivo (Franck Azéma) hanno voluto a loro tempo. ).

Nel 2019 molti contratti sono stati rinnovati con questa scadenza del 2023. Si tratta di Ojovan, Falgoux, Slimani, Pélissié, Fourcade, Fischer, Iturria, Lee, Cancoriet, Yato e persino Lavanini. La sfida per i dirigenti sarà probabilmente nei rinnovi contrattuali, ma riveduti e corretti per guadagnare il tetto salariale. Sono interessati diversi stipendi di grandi club: Slimani, Iturria, Yato e, in misura minore, Cancoriet.

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È una scommessa sicura che l’obiettivo non sarà quello di mantenere questa forza lavoro nella sua interezza. Si tratterà soprattutto di bilanciarlo e di trovare, come abbiamo detto, i mezzi per garantire future assunzioni di alto livello.

L’ASM, nella sua ambizione di trovare un posto in prima fila, dovrà attrarre, la prossima stagione, giocatori chiave. Due le posizioni già nel mirino: una tallonatrice e un numero 8. La dirigenza non lo ha nascosto, un ingaggio di fascia alta è un obiettivo per la prossima stagione.

Penaud estenderà?

L’esterno della nazionale di Clermont ha parlato ad inizio settimana del suo futuro, che a suo dire è molto legato alla situazione sportiva del club con cui era già campione di Francia nel 2017.

Questa è un’altra sfida per i funzionari di Clermont. Convincere Damian Penaud, che può essere classificato come un giocatore di innegabile statura internazionale, a continuare la sua carriera in ASM. Verranno presi in considerazione diversi parametri, il principale è l’atleta.

La dirigenza sembra esserne consapevole, il presidente Guillon ha detto chiaramente che “il club deve muoversi” per costruire una squadra in cui Penaud avrà garanzie sulla sua capacità di vincere titoli. In quanto tale, e contrariamente a quanto annunciato dall’interessato, il suo futuro sarà deciso entro la fine dell’anno e non dopo il Torneo 2023 (a marzo). In ogni caso, questo è ciò che desidera l’ASM.

Per Damian Penaud, dopo una stagione in cui il gioco del movimento alle spalle è rimasto allo stato di draft, la sua decisione potrebbe essere influenzata dalle prestazioni della squadra ad inizio stagione. Un inizio lento non sarebbe un buon segnale. Al contrario, un primo blocco di partite di successo, unito a un rugby attraente, darebbe un senso a una futura estensione.

Ovviamente c’è anche la dimensione finanziaria. L’ASM dovrà fissare l’asticella alta, anche molto alta (circa 600.000 euro a stagione) per trattenere il proprio giocatore. Il club ha già compiuto gli sforzi necessari in questo settore in passato.

Che cosa è diventata la Lapponia?

Ancora in contratto fino a giugno 2023, si pone naturalmente la questione dell’uscita del personale dall’ASM di Alexandre Lapandry.

A quasi due anni dall’ultima partita della terza linea del Clermont, il fascicolo resta aperto mentre il giocatore continua a essere curato ed è ancora in congedo per malattia.

Ricordiamo che il 18 ottobre 2020 Lapandry ha subito una commozione cerebrale contro lo Stade Français. Nei due mesi successivi, per due volte, proverà a riprendere le gare, invano, in allenamento, ad ogni contatto, il giocatore non si sente bene.

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Da allora, Lapandry soffre ancora di sintomi neurologici e naturalmente non c’è dubbio che riprenda il rugby.

Infatti, un anno fa, la FFR ha incontrato la sua commissione medica che ha pronunciato la sospensione definitiva della licenza del giocatore, non permettendogli di prendere in considerazione l’eventuale ripresa del gioco, né l’anno scorso né per questa stagione.

Prendendo atto di questa decisione federale, il club è in attesa di una decisione ufficiale del medico del lavoro per rimuoverlo dal suo organico. Il che non è ancora legalmente possibile finché è in congedo per malattia.

Ad oggi Alexandre Lapandry non è più in grado di giocare, ma resta un dipendente del club, anche se non percepisce più la retribuzione.

Christophe Buron

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