E se Lionel Messi fosse tornato ad essere il mostro che era al Barça, nonostante il peso degli anni?


Allo stadio di Tolosa,

Non ci sono state sorprese questo mercoledì sera a Tolosa. Il PSG, campione di Ligue 1, ha dominato il campione di Ligue 2, che ha comunque difeso bene la sua pelle in uno stadio incandescente (0-3). Il TFC da tempo ha fatto meglio che resistere, grazie a una tattica aggressiva messa a punto da Philippe Montanier: “Dovevamo chiudere l’asse controllando i pistoni, decifra il tecnico del promosso. Avere una difesa a tre [Rouault-Nicolaisen-Diarra] ha permesso ai centrali di uscire molto alti. »

Ma il talento alla fine ha parlato e il portiere Maxime Dupé, stratosferico con le sue nove parate, ha ironizzato in zona mista quando gli è stato fatto notare che la bella partita dei Violets era comunque finita con una netta sconfitta. “Siamo noi che non siamo al livello o loro che sono troppo forti per la Ligue 1? »

Per Lionel Messi, la domanda ha una risposta rapida. Non c’è da stupirsi vedere un sette volte Pallone d’Oro sbloccare una partita (courtesy VAR) di un amore di apertura per un Neymar in fiamme dall’inizio della stagione, dopo una bella combinazione con Marco Verratti e Kylian Mbappé (38°). Solo che il primo anno parigino dell’ex idolo del Barcellona aveva motivo di interrogarsi sulla natura del secondo. Il bilancio era tutt’altro che famigerato per un attaccante di 34 anni (ne ha 35 da giugno): 11 gol (di cui 6 in S1) e 15 assist in 34 partite in tutte le competizioni.

Accelerazione come nella bella epoca catalana

Ma, al di là delle statistiche, era evidente il contrasto con i suoi migliori anni catalani, tra un linguaggio del corpo spesso discutibile e una propensione al camminare, non nuova, ma che era chiaramente aumentata. Al punto da dare a volte l’impressione che il PSG avesse reclutato il cugino argentino di Yoann Diniz, piuttosto che l’elfo inafferrabile del Camp Nou. A dire il vero non pensavamo più al capitano dell’Albiceleste capace di una spinta come quella che gli ha permesso di sferrare, da un cross perfettamente arretrato, una nuova offerta, questa volta a Mbappé, sul secondo gol parigino (50°).

“Il “MNM”? Non possiamo che accontentarci delle loro prestazioni: segnano Ney e Kilian, Messi offre due assist”, ha poi assaporato Christophe Galtier, che sa di avere tra le mani un cocktail tanto raro quanto esplosivo, da maneggiare con estrema precauzione. L’argentino aveva fatto una faccia buffa che aveva ispirato Twitter durante la sua uscita di domenica, contro il Monaco (1-1). Se è stato nuovamente sostituito allo Stadium (da Hakimi all’83°) dopo aver visto Dupé impedirgli di migliorare le sue statistiche nonostante alcune squisite iniziative, è piuttosto l’immagine di un Neymar non contentissimo-contentissimo di piegare gli alberelli dal 68′ che ricorderemo.

“Nessuno è mai contento di uscire ma ho pensato che dopo un match molto buono da parte sua fosse il momento giusto per Ney, sdrammatizza Galtier. Idem per Leone. Sono informati ed è anche un modo per far esistere la nostra forza lavoro. Naturalmente, non sapremo cosa pensasse Messi del suo sostituto.

Con Marco Verratti (ottimo anche questo mercoledì) è stato uno dei primi parigini ad attraversare la zona mista di Tolosa osare, senza una parola, salire sull’autobus in piazzale, davanti a una folla che urlava il suo nome e in cui non c’erano solo i sostenitori del PSG. Idem tra le decine di persone che si sono alzate in piedi davanti alla nostra tribuna stampa, telefono in mano, quando uno dei migliori giocatori di tutti i tempi è stato richiamato in panchina da Galtier. Non si sa mai: il “Pulga” potrebbe aver tenuto il suo unico e unico recital allo Stadio.

Snobbare il Pallone d’Oro

Con tre gol e quattro assist in cinque partite, Messi sembra pronto per una stagione degna del suo rango, dopo aver già terminato in grande stile la precedente con la sua selezione. Insufficiente per sfuggire all’affronto, poiché non era, logicamente, nella lista dei 30 candidati al Pallone d’Oro. Un bel Mondiale unito a una lunga corsa in Champions gli permetterebbe di lavare via l’affronto l’anno prossimo. E se può deliziarci durante il nostro viaggio negli stadi amichevoli della Ligue 1 prima di tornare a Barcellona o attraversare l’Atlantico, lo prendiamo anche noi, ovviamente.

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